Nicolai Lilin è uno scrittore moldavo naturalizzato italiano, diventato celebre con Educazione Siberiana, romanzo autobiografico pubblicato nel 2009 che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e da cui è stato tratto un film diretto da Gabriele Salvatores. Quella storia di una comunità di criminali siberiani con un rigido codice d'onore lo ha consacrato come voce originale e controcorrente nel panorama letterario italiano. Il suo canale Telegram ufficiale si presenta come la naturale estensione di questa identità: un tribuno digitale per chi vuole seguire le opinioni di un "libero pensatore" che non ha mai avuto paura di fare rumore.
In termini di formato, il canale alterna brevi testi di commento a geopolitica internazionale con numerosi link a video su YouTube, probabilmente interventi, interviste o contenuti prodotti dallo stesso Lilin. Il ritmo è sostenuto: si contano anche più post al giorno, spesso concentrati nelle ore mattutine. Chi si aspetta riflessioni letterarie, aggiornamenti sui nuovi progetti editoriali o scorci sul lavoro artistico dell'autore — che è anche tatuatore e illustratore — rimarrà deluso. Il canale è quasi esclusivamente un megafono geopolitico.
Ed è qui che emergono le criticità più serie. Il tono dei post testuali è spesso violentemente partigiano, con linguaggio denigratorio pesante rivolto a Israele, agli Stati Uniti e all'Occidente in generale. Termini offensivi, generalizzazioni etniche e religiose, e un registro che oscilla tra il pamphlet e l'insulto diretto caratterizzano i commenti più espliciti. Non si tratta di critica politica argomentata, ma di invettiva pura, che difficilmente può essere ricondotta al concetto di "libero pensiero" nel senso più nobile del termine.
La prospettiva di Lilin è coerentemente anti-occidentale e filo-russa — posizione che non sorprende, considerando la sua origine moldava e la sua biografia, ma che sul canale viene declinata senza sfumature né contraddittorio. I conflitti in corso nel Medio Oriente e le tensioni globali vengono letti attraverso una lente unica e immutabile, dove i ruoli di vittima e carnefice sono sempre prestabiliti.
Con oltre 66.000 iscritti, il canale ha chiaramente un pubblico fedele, probabilmente composto da lettori storici di Lilin attratti dalla sua fama letteraria e da chi condivide la sua visione del mondo. Ma chi si iscrive aspettandosi la profondità narrativa di Educazione Siberiana troverà qualcosa di molto diverso.
Il giudizio finale è inevitabilmente ambivalente. Come finestra su una voce culturale specifica e controversa, il canale ha una sua coerenza identitaria. Come spazio di dibattito o approfondimento, manca completamente di equilibrio e scivola spesso in contenuti che rasentano l'odio. Vale la pena seguirlo solo se si è già ideologicamente allineati con le posizioni dell'autore, oppure per chi studia la comunicazione politica radicale nei nuovi media. Per tutti gli altri, il rischio è quello di trovare più veleno che pensiero.