Quando un canale Telegram si presenta con una citazione latina attribuita a Cicerone — "Dubitando ad veritatem pervenimus", ovvero "dubitando si giunge alla verità" — e con il motto "Veritas numquam perit", si capisce immediatamente che l'ambizione dichiarata è quella di un giornalismo alternativo che sfida la narrazione ufficiale. In Telegram Veritas, attivo dal 31 ottobre 2020, si colloca in quello spazio sempre più affollato dell'informazione critica italiana su Telegram, con oltre 33.000 iscritti e un gruppo di discussione collegato.
Il canale pubblica con una frequenza sostenuta, mediamente due o tre contenuti al giorno, spaziando dalla geopolitica internazionale all'energia, dalla sanità al calcio. Il filo conduttore è una visione del mondo precisa e dichiaratamente ideologica: esiste un "deep state" con epicentro a Londra che governa l'Unione Europea, i mercati energetici, i media mainstream e persino le istituzioni sportive. Russia e Putin sono quasi sempre descritti come attori razionali e sovranisti contrapposti a un Occidente corrotto e vassallo. Trump viene letto come un alleato tattico dell'asse multipolare. L'UE è definita senza mezzi termini "fallita".
Dal punto di vista stilistico, il canale ha una voce riconoscibile: toni assertivi, uso frequente del corsivo enfatico, tendenza a presentare le proprie interpretazioni come verità dimostrate dai dati. Vengono citati fonti come il Financial Times, Reuters o dati Kpler, ma inseriti in una cornice narrativa che li piega a conclusioni spesso preconcette. Il risultato è un ibrido curioso: il rigore formale della citazione delle fonti convive con affermazioni prive di basi verificabili, come il collegamento diretto tra vaccini pediatrici e autismo, o la negazione delle missioni lunari della NASA.
Proprio qui sta il limite più serio del canale. In Telegram Veritas oscilla continuamente tra analisi geopolitica che merita attenzione — i dati sulle importazioni di gas russo, le dinamiche assicurative nello Stretto di Hormuz — e derive cospirazioniste difficilmente sostenibili, come l'attribuzione di ogni crisi energetica a una regia londinese, o la definizione della missione Artemis II come una "pellicola di Hollywood". Questa commistione rende complicato separare il grano dal loglio, e richiede un lettore già formato e critico.
Il canale riflette una tendenza diffusa nell'informazione alternativa italiana: il sovranismo come chiave interpretativa universale, la Russia come contraltare positivo all'Occidente globalista, l'antisistema come identità prima ancora che come metodo. Non mancano momenti di lucidità analitica, ma vengono rapidamente oscurati da salti logici e da un linguaggio che privilegia la suggestione emotiva rispetto alla dimostrazione rigorosa.
Per chi è pensato questo canale? Per chi è già convinto di vivere in un sistema manipolato e cerca conferme quotidiane. Chi invece cerca un'informazione alternativa ma metodologicamente onesta troverà qui materiale interessante mescolato a contenuti che richiedono molta cautela. Vale la pena seguirlo con spirito critico attivo, non come fonte, ma come termometro di una certa sensibilità politica italiana. Dubitando, appunto.