Nel panorama italiano dei canali Telegram dedicati all'informazione alternativa e alla critica al sistema, Dissociati Liberi si posiziona come uno spazio che promette di svelare ciò che i media tradizionali non raccontano. Con quasi 49.000 iscritti, il canale rappresenta una realtà tutt'altro che marginale nel cosiddetto ecosistema del "risveglio" digitale italiano.
Il progetto ruota attorno a una figura singola, un creator che gestisce sia il canale Telegram sia un canale YouTube, dove conduce dirette settimanali, solitamente la domenica sera alle ore 21. Il formato è quello della chiacchierata diretta con la community, con sessioni di domande e risposte e approfondimenti tematici che durano tra i trenta e i quarantacinque minuti. Telegram funge essenzialmente da bacheca promozionale per questi eventi, con annunci, aggiornamenti personali e link ai video.
I temi trattati sono quelli tipici di questo filone: il World Economic Forum di Davos e le sue presunte pianificazioni globali, la massoneria e i suoi rituali, il Green Pass, i vaccini, l'IT-Wallet come strumento di controllo sociale, Blackrock, Palantir e i grandi fondi finanziari come attori di un disegno più ampio. Il tutto condito da un lessico ricorrente: censura imminente, rischio di rimozione dei contenuti, informazioni che "fanno molto fastidio al sistema", minacce ricevute. È un registro narrativo ben collaudato in questo tipo di comunicazione, che costruisce attorno al creator un'aura di coraggioso portatore di verità scomode.
Dal punto di vista della qualità informativa, il canale non cita quasi mai fonti verificabili nei post Telegram, rimandando tutto ai video YouTube. Espressioni come "dati e prove pubbliche" o "il sistema si sgretolerà" sono evocative ma prive di ancoraggio concreto nei messaggi. La serie "La storia apocrifa" suggerisce un approccio alla storia che si muove deliberatamente fuori dal mainstream accademico, il che non è necessariamente un difetto in assoluto, ma richiede spirito critico da parte del lettore.
Sul piano umano, il creator appare genuino nella sua relazione con la community: aggiorna gli iscritti sulle sue condizioni di salute, ringrazia per il supporto ricevuto durante periodi di pausa, si mostra frustrato quando percepisce disinteresse. In un post particolarmente rivelatore arriva a definire il canale "morto" per la scarsa partecipazione attiva, un momento di sfogo che restituisce l'immagine di una persona reale, non di una macchina di contenuti.
A chi è rivolto questo canale? A chi diffida delle istituzioni, dei media mainstream e delle narrazioni ufficiali su vaccini, finanza globale e tecnologie di controllo. È un pubblico già convinto, che cerca conferme e approfondimenti in una direzione precisa. Chi si avvicina con curiosità neutra troverà toni a tratti allarmistici e una struttura narrativa che privilegia il sospetto sistematico rispetto all'analisi ponderata.
Vale la pena seguirlo? Dipende dall'approccio personale. Chi sa filtrare criticamente e vuole conoscere le narrazioni alternative che circolano in Italia può trovarlo interessante come fenomeno. Chi cerca informazione verificata e argomentata dovrebbe cercare altrove.