Nel panorama italiano dei canali Telegram dedicati al diritto, quello dell'avvocato Mauro Sandri occupa una posizione del tutto peculiare: non si tratta di un semplice servizio di informazione giuridica, ma di una piattaforma di battaglia legale e politica condotta in prima persona da un professionista che ha fatto della gestione dell'emergenza Covid-19 il suo principale fronte di combattimento.
Sandri è noto per aver intrapreso azioni legali contro le misure restrittive adottate durante la pandemia e per aver portato dati e argomentazioni direttamente in sede di Commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione Covid. Il canale riflette fedelmente questa identità: non è uno spazio neutro di divulgazione, ma il diario operativo di un avvocato che si percepisce come protagonista di una battaglia civile e istituzionale. Questa chiarezza di posizionamento è, al tempo stesso, il punto di forza e il limite principale del canale.
I contenuti ruotano attorno a pochi temi ricorrenti: la responsabilità giuridica e politica delle scelte governative durante la pandemia, la riforma della magistratura e la separazione delle carriere, la tutela dei medici radiati per essersi opposti alle politiche sanitarie ufficiali, e le azioni collettive a difesa di chi ritiene di aver subito danni da vaccini o da provvedimenti restrittivi. La frequenza di pubblicazione è sostenuta, con diversi post nell'arco della settimana, spesso brevi e incisivi, talvolta più articolati con link a interviste rilasciate a media come Byoblu.
Lo stile è diretto, a tratti polemico, con un tono che non risparmia attacchi espliciti a figure politiche, a colleghi che definisce "sedicenti dissidenti" e a settori della magistratura. Chi cerca il linguaggio asettico del consulente legale troverà qualcosa di molto diverso: Sandri scrive come un avvocato che arringa, non come uno che informa. Questo approccio crea un forte senso di comunità tra i seguaci, ma può risultare divisivo per chi non condivide già le premesse ideologiche del canale.
Va detto con franchezza che alcune posizioni espresse — in particolare quelle sui vaccini e sulle morti in eccesso durante il periodo 2020-2022 — si collocano in un territorio interpretativo molto distante dal consenso scientifico prevalente. Il canale non nasconde questa postura: la rivendica apertamente. Chi si avvicina deve essere consapevole di entrare in uno spazio di advocacy, non di informazione bilanciata.
Con oltre cinquantamila iscritti, il canale ha costruito una base di lettori fedele, composta prevalentemente da persone che si sentono danneggiate dalle politiche pandemiche, da operatori sanitari colpiti da provvedimenti disciplinari, e da chi segue con interesse le battaglie per la riforma della giustizia. Per questo pubblico, il canale offre aggiornamenti concreti su procedimenti reali e una voce che percepiscono come autentica e coraggiosa.
Per chi invece cerca consulenza giuridica generalista, aggiornamenti fiscali o approfondimenti di diritto civile senza connotazione politica, questo non è il canale giusto. La sottoscrizione ha senso solo se si è già allineati con la visione del mondo che il canale esprime, oppure se si vuole seguire da vicino uno degli avvocati italiani più attivi sul fronte del contenzioso post-pandemico, indipendentemente dal giudizio che se ne dà.